Katrina-Baghdad

1000 Days of Theory

Katrina-Baghdad

Iterazioni Iniziali di una strana Attrattiva

Dion Dennis

Italian translation by Anna Caprarelli

Il 30 agosto 2005, George W. Bush fu mandato nel posto sbagliato, al momento sbagliato, per pronunciare, nel suo solito modo simil-popolaresco e maldestro, il testo sbagliato: i coreografi politici di Bush architettarono un discorso che venne pronunciato per la commemorazione del sessantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, tenutosi presso una stazione navale della California. Come una salva nella guerra di propaganda sull’Irak, Bush rivendicò istrionicamente l’autorità morale sulla seconda guerra mondiale per l’attuale occupazione statunitense dell’Irak. A parte l’enorme dubbio a proposito di questa equivalenza morale, la tempistica del discorso si rivelò inadatta. Gli avvenimenti accaduti presero Bush e i suoi manipolatori alla sprovvista.

A quindicimila miglia da lì, un evento concorrente, l’uragano di quinta categoria Katrina, devastava una delle grandi città americane, New Orleans, insieme a 200 miglia di fascia costiera orientale del golfo di New Orleans. Il Governatore del Mississippi, il precedente leader del Comitato Nazionale Repubblicano, Haley Barbour, senza rifletterci evocò anche lui, un’altra icona descrittiva della seconda guerra mondiale. “Sembra Hiroshima ecco cosa sembra,” mormorò Barbour sconvolto, descrivendo le parti di una contea devastata sulla costa. Nel frattempo, gli argini del fiume Louisiana si ruppero almeno in tre punti, scatenando la furia delle acque ingrossate del lago Pontchartrain su New Orleans. L’acqua potabile, l’elettricità, ed altri servizi fondamentali usualmente dati per scontati scomparvero in venti piedi di liquami, di residui chimici tossici, di fango del delta del Mississippi e dello straripamento del lago Pontchartrain. Le infrastrutture di base andarono distrutte. Decine di migliaia di case gravemente danneggiate o semplicemente cancellate. Corpi rigonfi galleggiavano in acqua, mentre la maggioranza della popolazione costiera stava diventando istantaneamente un vasto gruppo di rifugiati interni. Nel frattempo, la polizia stava a guardare passivamente mentre persone saccheggiavano i negozi lussuosi del centro come Bon Marche, ed altri, quelli meno coscienti del loro status, svuotavano scaffali di parecchi supermercati del “behemoth” proletariano, Wal-Mart. Nella notte del 30 agosto, il sito web della CNN descriveva così la situazione: “Di martedì New Orleans rassomiglia più ad una zona di guerra che ad una moderna Metropoli Americana”. Quando i riservisti dell’esercito e un avanzo di truppe della Guardia Nazionale entrarono in New Orleans, non rassomigliavano in niente ai loro colleghi attualmente stanziati in Irak. Ironicamente, le paure e lo shock prodotti dal l’invasione del golfo da parte di Katrina hanno rispecchiato gli effetti della Guerra in Irak, in un nuovo tragico modo. Martedì notte, il 30 agosto 2005, New Orleans diventò di fatto una Baghdad Americana, mentre l’attigua costa oreientale del golfo di New Orleans diventò simile alla provincia irachena. Non fu sorprendente dunque, di vedere la giustapposizione nella mattina seguente (mercoledì 31 agosto) dei due eventi affiancati nello schermo delle notizie su MSNBC.com. Un resoconto dell'”Incubo” dei rifugiati di Katrina venne messo in parallelo con la “fuga con calca di Baghdad” che uccise 800 o più Iracheni. Panico, disastro, disordini pubblici, movimenti di massa dei rifugiati, occupazione militare rinforzata furono messi in relazione con i temi cardini della divisione tra produzione petrolifera e raffinamento, lo scombussolamento economico a lungo termine, l’accumulazione dei debiti; questi sono solo i componenti iniziali di Katrina-Baghdad in quanto “strana attrattiva.” Questa strana ed emergente attrattiva che chiameremo Katrina-Baghdad inizierà e/o accelererà una serie di complesse iterazioni economiche, politiche e sociali a breve e lungo termine.

Oggi, esiste una sensibilità post-apocalittica. L’ordine d’evacuazione obbligatoria di New Orleans del sindaco Nagin verrà portato a termine solo in parte, con l’aiuto dei 475 autobus affittati dal FEMA (l’Agenzia Federale per le Emergenze) per spostare decine di migliaia di rifugiati dal Superdome di New Orleans all’Astrodome di Houston recentemente chiuso. Secondo il New York Times, il governo dello stato del Texas prevede di ospitare i residenti rifugiati in questa nuova città “Dome” per mesi, se non più a lungo. Intanto, come sottolineato da Howard Fineman, gran parte del personale, degli equipaggiamenti e delle risorse finanziare necessarie per una risposta “da guerra” a questa devastazione sono immersi in un altro delta, dall’altra parte del mondo, allo sbocco del Tigri e dell’Eufrate. Consumando già l’80% del capitale di prestito mondiale in un prolifico consumo di massa e consumo fiscale, insieme all’immediato e improvviso aumento dei prezzi del gas naturale e del petrolio, combinato con decine di miliardi in costi per la ricostruzione infrastrutturale, si potrebbe innescare una serie accelerata di eventi a catena (aumento dei tassi di interessi e crollo della bolla immobiliare). Il risultato potrebbe portare, a brevissimo tempo, ad un ripido declino delle fortune personali e nazionali.

Infine, si segnala un particolare incidente di distruzione. Al di sopra del lago Pontchartrain, passano i due ponti lunghi 7 miglia dell’interstatale 10, che collegano New Orleans alla terra ferma verso est. Questi furono catastroficamente lacerati in decine di tronconi di cemento disconnessi. Sia come metafora e sia come precursore degli eventi, questo particolare pezzo di devastazione è profondamente simbolico. La frantumazione di questa parte della I-10 denota le responsabilità della interconnessione fragile e profonda, in un sistema economico ed ecologico globale. Un prodotto della metà e della fine del ventesimo secolo, grandezza dell’impero Americano, il Sistema Autostradale Interstatale era un trionfo del nazionalismo economico e del capitalismo progressivo Fordista. La demolizione di questa parte della I-10 da parte di Katrina può significare la distruzione di ciò che rimane dei supporti strutturali per l’effettiva manutenzione di questo nazionalismo economico, mentre rivela, immediatamente e decisivamente, l’arroganza e la fragilità dell’Impero.

Con interesse continuo nella rappresentazione, nella comunicazione, nella cultura e nella tecnologia, Dion Dennis è Professore Assistente di Giustizia Criminale al College Statale di Bridgewater.